Quando ero piccola si riceveva un solo giocattolo a Natale e, se andava bene, uno per il compleanno. Questo solo fino a prima dell'inizio delle scuole poi di giocattoli non se ne vedevano più.
Avevamo la fortuna di essere veramente in tanti nel quartiere e ci si trovava tutti a giocare assieme. Non c'erano i cellulari, per chiamarci suonavamo il campanello oppure ci davamo appuntamento in piazza a una certa ora.

sabato 29 gennaio 2011

I giorni della merla

29, 30 e 31 gennaio. Ci siamo in pieno. Dovrebbero essere i giorni più freddi dell'anno.
La leggenda racconta di una merla che per scaldarsi con i suoi piccoli in quei giorni freddi si era rifugiata in un comignolo. Da quel giorni i merli, che prima erano bianchi, sono diventati tutti neri.
Questa mattina qui nevicava e non era così freddo come i giorni scorsi ma oggi pomeriggio il tempo è cambiato e io sono stata felice di potermi rifugiare accanto al caminetto, proprio come la merla...

venerdì 14 gennaio 2011

L'orologio

Un altro gioco ormai quasi dimenticato era l'orologio.
Ci procuravamo una corda molto lunga. Due giocatori tenevano la corda ognuno per le estremità e la facevano girare. Gli altri, a turno, mentre la corda girava dovevano prima passare da un lato all'altro senza fermarla, poi  dovevano entrare, fare un salto e uscire dall'altro lato, poi due e così via fino a ventiquattro salti.  A volte giocavamo a squadre di due, tre o quattro concorrenti ma il gioco diventava più difficile perché tutti dovevano saltare contemporaneamente per non bloccare la corda. Vinceva chi arrivava prima a ventiquattro.

mercoledì 12 gennaio 2011

Am Salam

È un gioco che avevo quasi dimenticato. Solitamente lo giocavamo all'aperto. Con un gesso o un pezzetto di mattone rosso tracciavamo sull'asfalto il "mondo" oppure le "caselle".  Erano sei con una mezzaluna sopra come nel disegno accanto. Si giocava a turno e c'erano due versioni del gioco.
Nella prima versione chiamata "mondo" il primo giocatore lanciava un sassolino nella prima casella e, saltellando su un piede da una casella all'altra, doveva arrivare fino all'uscita senza sbagliare. Poi lo lanciava nella seconda casella così via. Ogni volta che sbagliava lasciava nella casella raggiunta il suo sassolino e gli altri giocatori a turno dovevano fare la medesima cosa senza entrare nella casella occupata dal sassolino di un altro giocatore.
Nella seconda versione chiamata "am salam" si appoggiava un sassolino su un piede e, senza farlo cadere, a occhi chiusi, si entrava nella prima casella dicendo Am. Se si procedeva senza schiacciare nessuna riga gli altri giocatori rispondevano Salam, se invece si schiacciava una riga, si sbagliava casella oppure cadeva il sassolino gli altri giocatori dicevano Pulenta e prendevano a turno il posto del giocatore che aveva sbagliato. Vinceva chi riusciva per primo a percorrere tutto il tragitto. A volte anche "am salam" si giocava più o meno come la versione "mondo" ma con gli occhi chiusi e ad ogni salto di diceva "am" e gli altri rispondevano "salam" oppure "pulenta".