Quando ero piccola si riceveva un solo giocattolo a Natale e, se andava bene, uno per il compleanno. Questo solo fino a prima dell'inizio delle scuole poi di giocattoli non se ne vedevano più.
Avevamo la fortuna di essere veramente in tanti nel quartiere e ci si trovava tutti a giocare assieme. Non c'erano i cellulari, per chiamarci suonavamo il campanello oppure ci davamo appuntamento in piazza a una certa ora.

mercoledì 27 luglio 2011

Estate 2011

Ormai sono alla mezz'età ma non ricordo un'estate tanto fresca come quest'anno. Ricordo belle estati calde trascorse a giocare in giardino tantissimi anni fa e quando finalmente arrivava un temporale ballavamo felici sotto la pioggia rinfrescante. A volte scendevamo a giocare in cantina perché fuori era troppo caldo.
Quest'anno nulla di tutto ciò. Quando esco in giardino vado a cercare un angolo al sole. Non ricordo di aver mai dormito in luglio con la copertina! Dove si sarà nascosta l'estate quest'anno? Con tutto questo inquinamento stiamo distruggendo la terra.

sabato 25 giugno 2011

Lucciole

Ieri sera ho visto una lucciola nel mio giardino. Non ne vedevo da tanti anni. Mi sono chiesta "sarà una lucciola o una fata?" 
Quando ero piccola ricordo che il prato vicino alla nostra casa era tutto ricoperto di lucine le sere calde d'estate. Noi bambini andavamo in giardino a rincorrere le lucciole con un bicchiere per catturarle. Ci dicevano che se le mettevamo in un vasetto trasparente o in un bicchiere capovolto posto sul comodino ci avrebbero fatto fare dei bei sogni e al mattino le fatine ci avrebbero lasciato un soldino al posto delle lucciole. A me dispiaceva metterle nel bicchiere o in un vasetto quindi non lo facevo mai... forse è per questo che sono sempre senza soldi...???

giovedì 23 giugno 2011

La gara delle lumache

Quando ero piccola non avevamo tutti i giochi che hanno oggi i ragazzi e non ci era concesso guardare la televisione. Per questo motivo ci divertivamo con poco, quando trovavamo abbastanza chioccioline facevamo la gara delle lumache. Preparavamo la pista poi mettevamo in posa le lumachine. Ognuno di noi cercava di far correre la propria chiocciola mettendo davanti una foglia di lattuga. Facevamo un baccano tremendo per incitarle anche se loro probabilmente non sentivano nulla. Quando la lumachina attraversava il traguardo si mangiava finalmente la foglia e tornava libera nel prato mentre il vincitore non vinceva assolutamente nulla, solo la gloria di aver addestrato meglio la sua chiocciola. Decisamente ci divertivamo con poco senza fare male a nessuno.

venerdì 3 giugno 2011

Pioggia per l'ascensione

Anche oggi piove e la meteo ha comunicato un lungo periodo di precipitazioni. Ieri era l'ascensione, il proverbio dice: "se al piöv par l'ascenza par quaranta di sem mia senza". La meteo di questi giorni sembra voler dare ragione al proverbio popolare, spero che non vorrà piovere davvero per 40 giorni altrimenti passeremo dalla siccità alle alluvioni.

venerdì 1 aprile 2011

Pesce d'aprile

Le origini sono antiche e ne esistono diverse versioni, tuttavia ogni anno è un occasione per i più burloni per fare scherzi a gogó. Da bambini ci limitavamo ad appendere un pesce sulla schiena dei compagni di scuola e se il malcapitato non se ne accorgeva dopo un po' gli altri gli gridavano in coro "pesce d'aprile" mentre i più villani lo canzonavano "asan che porta, nessün che sa na incogia" cioè asino che porta, nessuno che se ne accorge.
Ora anche tra i bambini gli scherzi non sono più così banali ma nella maggior parte dei casi sono burle simpatiche. Perfino i giornali, le radio e le televisioni si divertono a trasmettere messaggi fasulli e parecchia gente ci casca regolarmente ogni anno.

domenica 20 marzo 2011

Mi hanno detto...

Io credevo che tutti erano come me!
Mi piace tanto questa frase che mi è stata detta tempo fa da una persona anziana molto leale e disponibile con tutti. Mi fa sorridere e nel contempo riflettere parecchio. In poche parole ha espresso la sua grande delusione riguardo al mondo.

Un suldaa da par lüu...

Un suldaa da par lüu al fa mia la guèra! 
Traduzione: un soldato da solo non fa la guerra!
È un vecchio detto che si applica bene ai miei cani e ai bambini quando bisticciano, agli avventori del bar qui accanto che sovente alzano la voce, si insultano e a volte degenerano, insomma, va bene ovunque nasce una discussione. È chiaro che una persona da sola non può discutere o bisticciare con se stesso, a meno che non sia da ricovero...

lunedì 7 febbraio 2011

Hula hoop

L'hula hoop è un semplice cerchio di plastica o legno leggero. Era molto in voga quando ero piccola, cioè dagli anni '60 agli anni '70 circa. Lo si faceva roteare attorno alla vita, al collo, a un arto. A volte si iniziava a farlo roteare attorno a un dito sollevato in alto e lo si faceva scendere lungo tutto il corpo fino a un piede soffermandosi alle varie altezze.
Lo usavamo anche come si usa la corda per saltare cioè lo tenevamo con le mani e lo facevamo girare mentre saltavamo. 
Per tanto tempo il cerchio è caduto in disuso ma quando mia figlia frequentava le scuole elementri, cioè verso il 1995, improvvisamente è tornato di moda. I nuovi cerchi erano variopinti con luci e sonagli vari che si accendevano mentre lo si faceva girare. 
L'hula hoop ha sempre riscosso maggiormente il suo fascino tra le bambine. Ogni tanto torna di moda e lo si vede ricomparire nelle scuole durante l'ora di ricreazione lo reinventano più colorato, con frange o altro ma è sempre il vecchio cerchio.

giovedì 3 febbraio 2011

San Biagio, 3 febbraio

Per san Biagio si mangiano i resti del panettone di Natale. Dicono che se lo si mangia non si avrà mal di gola per tutto l'anno... forse io non sono una gran credente perché ogni tanto mi capita di avere mal di gola.

mercoledì 2 febbraio 2011

Par fö ginée sa tiran i tol

Non ho mai avuto l'occasione di festeggiare questa ricorrenza perché da tantissimi anni qui è caduta in disuso. Peccato, mi sarebbe piaciuta molto questa festa. Mio padre mi raccontava che quand'era piccolo si girava per le strade del paese trascinando tante lattine vuote e suonando i campanacci per spaventare l'inverno con il baccano e farlo scappare. Non so se questa festa si faceva la sera del 31 gennaio o il primo febbraio comunque qui da noi è stata dimenticata.

La Candelora

È una festa cristiana che conosco poco. Mi pare che in chiesa benedicono le candele e ricordano la presentazione al tempio della Madonna con il bambino a 40 giorni dalla nascita. Io conosco solo il proverbio nel dialetto della zona: Par la Candelora (o Madona dala sciriöla) da l'invernu sem föra ma se 'l piöf o 'l tira vent in da l'invernu tornum dent. 
In poche parole per la Candelora, che cade il 2 febbraio, è finito l'inverno ma se durante questo giorno piove o tira vento nell'inverno siamo ancora dentro. Oggi è stata una bella giornata, vedremo più avanti se il proverbio corrisponde al vero.

sabato 29 gennaio 2011

I giorni della merla

29, 30 e 31 gennaio. Ci siamo in pieno. Dovrebbero essere i giorni più freddi dell'anno.
La leggenda racconta di una merla che per scaldarsi con i suoi piccoli in quei giorni freddi si era rifugiata in un comignolo. Da quel giorni i merli, che prima erano bianchi, sono diventati tutti neri.
Questa mattina qui nevicava e non era così freddo come i giorni scorsi ma oggi pomeriggio il tempo è cambiato e io sono stata felice di potermi rifugiare accanto al caminetto, proprio come la merla...

venerdì 14 gennaio 2011

L'orologio

Un altro gioco ormai quasi dimenticato era l'orologio.
Ci procuravamo una corda molto lunga. Due giocatori tenevano la corda ognuno per le estremità e la facevano girare. Gli altri, a turno, mentre la corda girava dovevano prima passare da un lato all'altro senza fermarla, poi  dovevano entrare, fare un salto e uscire dall'altro lato, poi due e così via fino a ventiquattro salti.  A volte giocavamo a squadre di due, tre o quattro concorrenti ma il gioco diventava più difficile perché tutti dovevano saltare contemporaneamente per non bloccare la corda. Vinceva chi arrivava prima a ventiquattro.

mercoledì 12 gennaio 2011

Am Salam

È un gioco che avevo quasi dimenticato. Solitamente lo giocavamo all'aperto. Con un gesso o un pezzetto di mattone rosso tracciavamo sull'asfalto il "mondo" oppure le "caselle".  Erano sei con una mezzaluna sopra come nel disegno accanto. Si giocava a turno e c'erano due versioni del gioco.
Nella prima versione chiamata "mondo" il primo giocatore lanciava un sassolino nella prima casella e, saltellando su un piede da una casella all'altra, doveva arrivare fino all'uscita senza sbagliare. Poi lo lanciava nella seconda casella così via. Ogni volta che sbagliava lasciava nella casella raggiunta il suo sassolino e gli altri giocatori a turno dovevano fare la medesima cosa senza entrare nella casella occupata dal sassolino di un altro giocatore.
Nella seconda versione chiamata "am salam" si appoggiava un sassolino su un piede e, senza farlo cadere, a occhi chiusi, si entrava nella prima casella dicendo Am. Se si procedeva senza schiacciare nessuna riga gli altri giocatori rispondevano Salam, se invece si schiacciava una riga, si sbagliava casella oppure cadeva il sassolino gli altri giocatori dicevano Pulenta e prendevano a turno il posto del giocatore che aveva sbagliato. Vinceva chi riusciva per primo a percorrere tutto il tragitto. A volte anche "am salam" si giocava più o meno come la versione "mondo" ma con gli occhi chiusi e ad ogni salto di diceva "am" e gli altri rispondevano "salam" oppure "pulenta".